CREDIMI

 

Cara Anima,

lo so che sei perplessa …

riguardo al metodo che suggerisco

per arrivare a conoscere TE stessa …

 

Eppure, liberarsi definitiva-mente

dall’appartenenza a qualsiasi religione

potrebbe essere il salto evolutivo della ragione

poiché la cieca obbedienza

presuppone, logica-mente, la mancanza di fede

nell’infinita potenza della creazione …

 

Credimi …

è assolutamente naturale

che il corpo e la mente, ciclica-mente,

rivendichino soddisfazione …

per questo non c’è rimedio all’incontenibile passione …

 

Certo, puoi vivere in castità,

ma così facendo influisci, probabilmente,

sul regolare andamento della dualità …

esperienza per cui sei scesa, non caduta,

tra le altre componenti di questa umanità,

che stanno facendo, insieme a TE, esperienza della realtà …

 

… << “Quale è il tuo cuore, tale è il tuo Dio”. Le divinità, non importa a quale religione appartengano, vengono considerate come il risultato dei desideri degli uomini”. Ciò che Ludwig Feuerbach considera veramente divino è l’amore reciproco tra i membri dell’umanità: “Dio è l’unione del tu e dell’io”. Dio, così come è stato concepito dalla filosofia e dalla teologia, non è altro che la proiezione psicologica della coscienza umana e l’uomo nella religione ricerca se stesso.>> …

 (Fonte: Armando Torno, “Pro e contro DIO – Tre millenni di ragione e di fede”. (c) 1983 Mondadori, pag. 219)

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DIO?

 

Dio ’È insieme le cose che esistono in lui e quelle che non esistono’.

Infatti, ricorda il Corpus Hermeticum:

‘Le cose che sono, è lui che le ha fatte apparire,

e le cose che non sono egli le contiene in se stesso.’

Alla nostra domanda ‘Esiste Dio?

Un noto filosofo risponde in questi termini:

‘Ma si deve dire: Dio è e non è in alcun tempo,

ma nell’immobile eternità, senza tempo né inclinazione,

in cui né prima né dopo, né futuro né passato?’

È qui evidente …

che l’autore si riferisce all’Eterno presente,

non essendo possibile per nessuno, probabilmente,

vivere al di fuori di quest’unico istante,

se non, ovvia-mente,

attraverso la mente …

EX VERITATE

… “’Tu mi avevi concesso che, se ti avessi dimostrato l’esistenza di una realtà superiore alla nostra intelligenza, tu avresti ammesso che essa è Dio, a patto che non vi possa essere nulla di superiore ad essa; e io avevo affermato, accettando tale impostazione, che sarebbe stato sufficiente produrre questa dimostrazione, giacché se vi è una realtà più alta è Dio, se non vi è, allora la verità stessa è Dio. In entrambi i casi, comunque, non potrai negare che Dio esiste’. Gli addetti ai lavori lo definiscono argomento ex veritate. Per comprenderlo, occorre ricordarsi del punto di partenza: non vi è nulla nell’uomo che sia superiore alla ragione. Ma, accettato codesto principio, Agostino ricorda che la veritàeterna, necessaria, immutabile ed indispensabile alla ragione per giudicarenon può non essere considerata superiore alla ragione medesima. A questo punto, l’esistenza di Dio è ricavabile con una semplice deduzione: che Egli sia ‘la verità in se stessa’ o qualcosa di simile con altre sfumature, non è importante: perché accettato il principio di una verità superiore a ciò che l’uomo può esprimere, si acconsente all’esistenza di qualcosa che chiamiamo Dio.” …

(Fonte: Armando Torno, “Pro e contro DIO – Tre millenni di ragione e di fede”. (c) 1983 Mondadori, pag. 48-56, stralcio)

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SCETTICO E PROBABILISTA

 

Dovremmo affidarci ai sensi

senza trascurare la ragione …

per poter sviluppare, su ogni delicata questione,

una nostra, personalissima, opinione …

 

Ma c’è chi, riguardo alla coscienza,

preferisce ascoltare, saggia-mente,

ciò che già consigliava Pirrone,

lo scettico per eccellenza,

il quale incitava a non schierarsi

sulle problematiche attinenti la conoscenza:

<<Nulla è né bello né brutto, né giusto né ingiusto!>>

 

È l’uomo che,

attraverso la propria mente,

semplice-mente, inconsapevolmente,

si sforza di dare valore alle cose che già ce l’hanno,

mentre, per convenienza,

continua ad osservare pedissequamente

ciò che tramanda la tradizione … dell’inganno …

 

Dio esiste!

O, perlomeno, ci sono buone probabilità …

altrimenti come potremmo giustificare la presenza dell’umanità?

 

Essa però, invece di farne personalmente l’esperienza,

preferisce dargli nomi particolari, quali:

Luce, Amore, Vita, Verità …

facendolo pure incarnare in particolari divinità …

che si sono alternativamente ispirate alla santa dualità …

la quale, pur essendo particolarmente dotata, evidentemente,

non può risolvere questioni importanti,

altrimenti perché non entrerebbe nelle menti degli incoscienti

per tramutarli in esseri super intelligenti

capaci di sconfiggere, interior-mente, l’odio e la guerra

così che possa finalmente trionfare  

pace e amore sulla Terra?

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LOGICO

 

C’è chi lo afferma, perentoriamente:

<<Si può essere felicipur tra le atroci sofferenze

patite, inconsapevolmente, da tantissima gente!>>

 

L’IRREALTÀ DI PIRRONE

… “Il mondo (interiore n.d.r.) è vano, illusorio, caduco, fragile, instabile, nullo. Quindi l’autentico atteggiamento dell’uomo verso questo mondo irreale non ha alcuna opinione intorno ad esso, alcuna inclinazione verso questo o quell’aspetto, alcuna agitazione determinata da esso: è “atarassia” (l’imperturbabilità), “afasia” (“Ora, l’afasia non è il non parlare in assoluto o l’assoluto silenzio, ma il tacere sulla natura e sull’essere delle cose, il non giudicare «è» o «non è» di nulla”), epoché (sospensione del giudizio), “apatia” (l’assenza di passioni). L’atteggiamento dei saggi orientali che Pirrone aveva incontrato in India. La felicità scaturisce da questa assoluta indifferenza per il mondo, la quale “spoglia completamente l’uomo” della sua umanità e gli fa trovare in lui stesso la vita eterna del divino e del bene. Pirrone non sopporta il dolore ed il male del mondo perché non solo egli sa che non hanno realtà, ma li vive come irreali (così come sa e vive come irreale ogni aspetto del mondo). Ammirato da Epicuro, Pirrone fu onorato in patria sino ad essere eletto sommo sacerdote e considerato “come un Dio”.” …

 (Fonte: Emanuele Severino, “La filosofia antica”. © RCS 1984, 1990 14^ ed. Super Saggi: giugno 2001, pag. 190-191, stralcio)

 

TU credi sia possibile? IO per niente!

 

Mi sembra invece logico pensare che

chi riesce a raggiungere una più elevata consapevolezza,

possa utilizzare la propria saggezzaper esprimere gioia

e parlare della splendente bellezza …

 

… affinché chi sopravvive in una realtà che può essere cambiata

sia invogliato a fare scelte mirate a superare la propria condizione

senza mai, però, abbandonare il puro istinto della compassione …

 

che è primordiale

e si può ritrovare, al di là del bene e del male,

nel Nuovo Paradigma Spirituale …

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DIVINO

 

Cos’è …

che sublima la materia

trasformandola in pura Essenza?

 

<<Forse la conoscenza?>>

 

No!

 

<<Allora la sua assenza!>>

 

Sì, potrebbe anche accadere,

in qualche circostanza,

ma non è certamente l’unica strada,

occorre molta prudenza …

 

Ci riescono, infatti,

sia la gioia immensa

che l’estremo sacrificio

(dell’ego naturalmente …)

 

Meglio chiarire, perché non si sa mai

quel che potrebbe capire quella povera gente …

ancora convinta che occorra morire sulla croce

per poter resuscitare nel trascendente …

 

Ma se anche Tu … avessi deciso d’aspettare

il ritornodel tuo amato Gesù,

o qualsiasi altro intervento divino

rinunciando a fare personalmente l’esperienza

in grado d’elevare la tua coscienza

sappi che per Te,

che hai deciso di stare lontano da ME,

non posso fare assolutamente niente … (?!)

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PURIFICAZIONE

 

A qualcuno potrà apparire incredibile,

eppure, quello che sto per raccontare,

è qualcosa d’assolutamente possibile,

semplice e naturale …

 

Sembrerebbe che chiunque, facilmente,

possa diventare un vero maestro spirituale,

ma, come spesso accade …

c’è una prova da superare …

 

Si tratta d’un rito di purificazione

che consiste nell’andare, precisa-mente,

al di là del bene e del male …

abbandonando ogni religione,

cultura, tradizione, nazionalità …

od appartenenza a questo o quel gruppo

che separa dal resto dell’umanità …

 

Chi ce la fa consegue l’iniziazione,

da cui scaturisce, normalmente,

un’incredibile trasformazione …

in grado, in un solo istante,

di condurre l’anima in un’altra dimensione

(di coscienza ovvia-mente, meglio essere chiari

per quella gente che nulla sa del trascendente …)

 

Un viaggio meraviglioso

da cui, chi sceglie di tornare,

può aiutare le altre persone

nella comprensione di quella gloriosa esperienza

(da ME, semplicemente, definita abreazione)

attraverso cui si ha una migliore visione dell’esistenza …

 

 

GLI STATI SUPERIORI DI COSCIENZA

 …. <<La funzione del maestro è quella d’aiutarti, pian piano, ad avere fiducia in te stesso, in modo che tu non abbia più bisogno di lui. Il compito di un vero maestro è preparare il discepolo, di modo che, prima o poi, lui (il maestro) non sia più necessario e quell’individuo diventi capace di rimanere da solo negli stati superiori di esistenza, dove risiedono la gioia e la grazia. Tali livelli superiori di coscienza vengono comunemente chiamati “paradiso” o “regno dei cieli”; il più alto di tutti viene definito “moksha” – “nirvana” – livello toccato, nei millenni, da diverse persone, molte delle quali si sono poi smarrite in quella dimensione (illuminati, risvegliati, resuscitati … dalla morte del loro ego, la falsa personalità). Le antiche scritture parlano di due tipologie di illuminati e, per chiarire il concetto di maestro perfetto, è molto importante comprenderne la differenza. Nella tradizione buddhista, la prima di queste tipologie è definita “arhata” ed indica la persona che s’è illuminata, ha raggiunto la vetta più alta della consapevolezza, ma non è stata capace di fare ritorno sulla Terra (in senso metaforico chiaramente, poiché da essa non s’è fisicamente allontanata n.d.r.) per relazionarsi con la gente. Questa persona non diventa mai un maestro; è illuminata, esattamente come il Buddha, ma non diventa mai un maestro, perché per diventarlo, la sola illuminazione non è sufficiente; è un requisito necessario, fondamentale, ma ci vuole anche un secondo elemento: la capacità di ritornare nelle valli. Perché una persona diventi un maestro, dunque, sono necessari due requisiti; in primo luogo deve raggiungere il picco, la vetta rischiarata dalla Luce della consapevolezza (l’energia della sorgente interiore) ed in secondo luogo deve essere capace di ritrovare la strada che la riporta indietro, nell’oscurità delle valli, perché è lì che vive la gente. Se ti limiti a gridare dalla cima nessuno ti sentirà; la tua voce non raggiungerà mai la folla: la vetta e le valli sono due mondi separati. Il maestro deve tornare indietro, deve ridiscendere nelle valli buie e tetre in cui le persone vivono e si muovono a tentoni, deve tornare ad essere come loro: se vuole che la gente raggiunga la vetta, prima dovrà tornare nella valle. La tradizione buddhista afferma quindi che esistono due tipologie di illuminati: la prima si chiama “arhata” ed indica la persona che da quella dimensione non è più tornata. La seconda si chiama “bodhisattva” ed indica la persona risvegliata che è tornata indietro nel momento stesso in cui ha raggiunto la vetta. Il compito di tale individuo sarà estremamente arduo; persuadere le persone dell’esistenza della vetta è molto difficile; convincerle che è possibile, che anche loro possono raggiungere quel picco, è davvero faticoso. Nel migliore dei casi la gente crederà che tu sia in grado di comporre interessanti poesie, che hai acquisito, non si sa bene come, una fervida immaginazionema non che TU, per davvero, hai raggiunto l’illuminazione!>> …

 (Fonte: Osho “Ritorno al presente”. © 2014 De Agostini Novara, pag. 323-325, stralcio)

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SCIENZA E SPIRITUALITÀ

 

<<TU non sei normale …!>>

Mi son sentito dire da certa gente,

la quale, pur provandoci insistente-mente

 non riesce ad uscire dalla prigione della mente …

 

E meno male, dico IO,

provate ad immaginare una festa di carnevale

dove tutti indossano la stessa maschera (?!)

😀

La mia realtà, Ve l’assicuro,

è qualcosa che accade a chiunque, improvvisamente,

approda alla propria coscienza,

ed in un solo istante, trascesa la dualità,

inizia ad assumersi, riguardo all’esistenza,

 una consapevole responsabilità …

 

SOGNATORI

… <<L’umanità, attraverso la scienza, cerca disperata-mente di superare la dicotomia epistemologica che concerne la conoscenza di sé (spiritualità), limitando la propria conoscenza al mondo del non-sé (materia). Le persone che vogliono fuggire da tale conoscenza, la giudicano una forma d’introversione, di asocialità, di anormalità, addirittura di perversione; la definiscono una sorta di masturbazione mentale, un fissare il proprio ombelico: chiamano gli individui che la ricercano “mangiatori di loto”, considerandoli sognatori, poeti, mistici e persone che in qualche modo hanno perso il contatto con la realtà. In quale misura la ricerca nel campo delle scienze naturali è motivata dal tentativo di spostare l’attenzione da se stessi? È una domanda che dobbiamo farci: perché le persone provano interesse per la ricerca scientifica? Sono davvero interessate ad un certo progetto scientifico o stanno semplicemente cercando di sfuggire alla dimensione interiore? Gli scienziati evitano d’affrontare il problema della conoscenza di sé concentrandosi sempre di più sulla realtà oggettiva, ma in questo modo, mentre vanno sempre più a fondo nel mondo delle cose, si allontanano sempre di più da se stessi.>> …

(Fonte: Osho “Ritorno al presente”. © 2014 De Agostini Novara. Pag. 67-71, stralcio)

Son anime, quelle …

che per evitare d’entrare dentro se stesse

preferiscono guardar le stelle …

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