L’uomo spirituale

… “Chiunque s’interessi seriamente ai problemi spirituali dovrebbe studiare soprattutto tre libri: il Nuovo Testamento, la Bhagavad Gita, ed i Sutra Yoga di Patanjali, in quanto offrono una completa visione dell’anima e del suo sviluppo. I diciotto capitoli della Gita descrivono l’anima, Krishna, nella sua reale natura quale Dio manifesto, e culminato quando Egli si svela ad Arjuna, l’aspirante, come anima di tutte le cose, come punto di gloria celato in ogni forma. Nel Nuovo Testamento è narrata la vita del figlio di Dio incarnato, quando, libera da ogni velo, l’anima, nella sua vera natura, si muove sulla terra. Studiando la vita del Cristo si comprende cosa significhi sviluppare i poteri dell’anima, conseguire la liberazione e divenire in piena gloria un Dio che cammina sulla terra. I Sutra Yoga contengono le leggi di quel divenire e le regole, i metodi e i mezzi che – se eseguiti – rendono l’uomo <<perfetto come il Padre nei cieli>>. Offrono un graduale sistema di sviluppo che conduce dalla comune bontà, attraverso i vari stadi del sentiero spirituale, fino all’altissima evoluzione del Cristo… purché l’aspirazione e la perseveranza non vengano meno sulla spinosa via della Croce, rendendoci capaci di calcare quel sentiero <<che sempre sale>> fino in vetta al Monte della Trasfigurazione.

Come si attua questo grande cambiamento? In qual modo l’uomo, vittima dei propri  desideri e della propria natura inferiore, può essere vittorioso e trionfare sul mondo, sulla carne e sul diavolo?

Tutto ciò si produce quando il cervello diviene consapevole del sé, dell’anima, il che si ottiene solo quando il sé reale può <<riflettersi nella sostanza mentale>>. L’anima in se stessa è libera dagli oggetti e sempre nello stato di <<unità isolata>>. Tuttavia l’uomo deve – nel suo cervello – realizzare queste due condizioni d’esistenza: deve liberarsi coscientemente da tutti gli oggetti di desiderio ed essere un tutto unificato, distaccato e libero da tutti i veli e da tutte le forme. Lo scopo è raggiunto quando lo stato d’essere cosciente, proprio dell’uomo spirituale, lo è anche dell’uomo incarnato. Questi allora non è più alla mercé del corpo fisico, cioè vittima del <<mondo>>, procede libero, col volto splendente (I, Cor., 3) e la sua luce si effonde su ciò che lo circonda. I desideri non muovono più la <<carne>>, le emozioni non lo soggiogano più. Col distacco, ed equilibrando gli opposti, si è liberato dagli umori, dalle brame, dai desideri e da tutte le reazioni emotive che caratterizzano la vita dell’uomo comune, ed è pervenuto al centro di pace. Il <<diavolo>> dell’orgoglio, personificazione dell’errato uso della mente e delle sue false concezioni, è vinto, e l’uomo è libero.  La natura dell’anima, le qualità e le opere proprie dell’Amore di un Figlio di Dio, e la saggezza che nasce quando Amore e azione si fondono, caratterizzano la sua vita terrena, e può dire col Cristo: <<Tutto è compiuto>>”…

 Fonte: “La luce dell’anima”-
commenti di Alice Anna Bailey e del Maestro Tibetano ai Sutra Yoga di Patanjali
– gratuito su www.bayley.it (pag. 6).

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2 risposte a L’uomo spirituale

  1. stefano morabito ha detto:

    s ono stefano dalla sicilia vorrei essere un uomo spirituale ma a volte i desideri carnali vincono sulla spiritualita

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