SCETTICO E PROBABILISTA

 

Dovremmo affidarci ai sensi

senza trascurare la ragione …

per poter sviluppare, su ogni delicata questione,

una nostra, personalissima, opinione …

 

Ma c’è chi, riguardo alla coscienza,

preferisce ascoltare, saggia-mente,

ciò che già consigliava Pirrone,

lo scettico per eccellenza,

il quale incitava a non schierarsi

sulle problematiche attinenti la conoscenza:

<<Nulla è né bello né brutto, né giusto né ingiusto!>>

 

È l’uomo che,

attraverso la propria mente,

semplice-mente, inconsapevolmente,

si sforza di dare valore alle cose che già ce l’hanno,

mentre, per convenienza,

continua ad osservare pedissequamente

ciò che tramanda la tradizione … dell’inganno …

 

Dio esiste!

O, perlomeno, ci sono buone probabilità …

altrimenti come potremmo giustificare la presenza dell’umanità?

 

Essa però, invece di farne personalmente l’esperienza,

preferisce dargli nomi particolari, quali:

Luce, Amore, Vita, Verità …

facendolo pure incarnare in particolari divinità …

che si sono alternativamente ispirate alla santa dualità …

la quale, pur essendo particolarmente dotata, evidentemente,

non può risolvere questioni importanti,

altrimenti perché non entrerebbe nelle menti degli incoscienti

per tramutarli in esseri super intelligenti

capaci di sconfiggere, interior-mente, l’odio e la guerra

così che possa finalmente trionfare  

pace e amore sulla Terra?

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2 risposte a SCETTICO E PROBABILISTA

  1. L'amico Mauro ha detto:

    SPINOZA E PASCAL
    (Estratto da: https://apostatisidiventa.blogspot.it/2017/07/moro-perche-non-moro.html)

    … “Lei mi ha detto, in un nostro colloquio precedente,
    che tra qualche millennio si potrebbe estinguere tutta la gente” …

    («Probabilmente …
    ma tutto potrebbe cambiare in un solo istante
    se, spinto da infinito e compassionevole amore …
    decidesse d’interviene nuova-mente il …
    https://gilgameshdisumer.wordpress.com/?s=salvatore »)

    … “In quel caso le anime che ora godono della beatitudine di contemplare Dio ma restano distinte da Lui, si fonderanno con Lui. A questo punto la distanza tra trascendente e immanente non esisterà più. E quindi, prevedendo questo evento, la scomunica di Spinoza si potrebbe già da ora dichiarare esaurita … non le sembra, Santità?

    «Diciamo che c’è una logica in ciò che lei propone, ma la motivazione poggia su una mia ipotesi che non ha alcuna certezza e che la nostra teologia non prevede affatto. La scomparsa della nostra specie è una pura ipotesi e quindi non può motivare una scomunica emessa per censurare l’immanenza e confermare la trascendenza».

    Se Lei lo facesse, Santità, avrebbe contro di sé la maggioranza della Chiesa?
    «Credo di sì, ma se solo di questo si trattasse ed io fossi certo di ciò che dico su questo tema, non avrei dubbi, invece non sono affatto certo e quindi non affronterò una battaglia dubitabile nelle motivazioni e persa in partenza.
    Adesso, se vuole, parliamo della seconda questione che lei desidera pormi».

    Porta il nome di Pascal. Dopo una gioventù alquanto libertina, Pascal fu come improvvisamente invaso dalla fede religiosa. Era già molto colto, aveva letto ripetutamente Montaigne e anche Spinoza, Giansenio, le memorie del cardinale Carlo Borromeo. Insomma, una cultura laica e anche religiosa. La fede a un certo punto lo colpì in pieno. Aderì alla Comunità di Port-Royal des Champs, ma poi se ne distaccò. Scrisse alcune opere tra le quali i “Pensieri”, un libro a mio avviso splendido e religiosamente di grande interesse. Ma poi c’è la sua morte. Era praticamente moribondo e la sorella l’aveva fatto portare nella propria casa per poterlo assistere.
    Lui voleva morire nell’ospedale dei poveri, ma il suo medico negò il permesso, gli restavano pochi giorni di vita e il trasporto non era fattibile. Chiese allora che un povero tratto da un ospedale che gestiva i poveri pessimamente, anche in fin di vita, fosse trasportato nella casa dove stava e con un letto come quello che aveva lui. La sorella cercò di accontentarlo ma la morte arrivò prima. Personalmente penso che uno come Pascal andrebbe beatificato.
    «Lei, caro amico, ha in questo caso perfettamente ragione: anch’io penso che meriti la beatificazione. Mi riserbo di far istruire la pratica necessaria e chiedere il parere dei componenti degli organi vaticani preposti a tali questioni, insieme ad un mio personale e positivo convincimento».

    Beatificato? Perché?
    Non è certo una sorpresa …
    https://amicidimauro.wordpress.com/2015/04/26/sorpresa-2/
    … Pascal deve essere da esempio …
    per coloro i quali, in punto di morte,
    si fanno poveri tra i poveri …
    lasciando tutti i loro averi alla “sua” chiesa …
    😀

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